di IRENE MARIA SCALISE
In più, rispetto agli indimenticabili attori, avevano un malloppo da 7,3 milioni di euro, macchinari di ultima generazione, un sistema computerizzato gestito come un software, una stampante Roland, un bomografo e un tavolo luminoso.
Insomma, tra piccoli e grandi tagli, lo scorso anno i falsari hanno dato un gran lavoro alla Banca d’Italia che ha esaminato più di 9 mila banconote danneggiate e ne ha rimborsate 8.823.
“L’intensificarsi della crisi accentua i fenomeni di truffe in tutti i settori – spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons – nel caso del denaro chi ci rimette è il cittadino che può essere a sua volta accusato di spaccio anche se non ha responsabilità”.
A sentire l’Ufficio centrale antifrodi mezzi di pagamento (Ucamp) del ministero dell’Economia, a primeggiare in fatto di frodi sono le regioni del nord, seguite da quelle del sud e del centro.
Fonte: www.repubblica.it
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